La zuppa dei fondi europei Piovono finanziamenti per promuovere la cultura digitale.

By | aprile 22, 2014
img0001da CORRIERE DELLA CALABRIA – L’obiettivo è quello di «creare un ambiente favorevole allo sviluppo della Società dell’informazione, migliorare l’accesso dei cittadini e il contesto in cui operano le imprese, incorporando il paradigma digitale nell’azione amministrativa». Sembra una frase tratta da Wired, invece è l’incipit di un decreto sfornato dal dipartimento Personale della Regione Calabria. Riguarda l’avviso per la concessione di contributi in regime “de minimis”, uno strumento che evita all’ente che eroga i fondi la necessità della notifica alla Commissione europea. Si bypassano così lunghe procedure, ma c’è un limite alla cifra che si può stanziare nell’arco di tre anni: 200mila euro.
L’imprenditoria calabrese ha fame di finanziamenti e parecchio bisogno di affidarsi a investimenti nel comparto tecnologico. Inevitabile che le domande fiocchino: 453 richieste di partecipazione all’avviso pubblico.
Un “assalto” alle risorse europee che, unito alla genericità del bando, ha visto piazzarsi nella stessa graduatoria aziende hi-tech e produzioni legate alle tradizioni calabresi. Information technology e ‘nduja mescolate in un elenco lunghissimo, che spazia dall’edilizia di nuova generazione ai mobili fino alle società di consulenza. Ma, per tenere fede al bando, che nasce dalla necessità di sviluppare la società dell’informazione, nella lista dei finanziamenti non possono mancare gli editori. Tanti, tantissimi. Qualcuno pure più di una volta. Ci sono aziende legate tra loro che hanno come punto di riferimento il Quotidiano della Calabria e interessi che vanno dall’informazione strettamente intesa al marketing alla gastronomia. Altro tratto comune è la presenza in questo bando con cospicui finanziamenti. E così la Finedit srl (la società che edita la testata) ha ricevuto 179.348 euro, la Publifast, che si occupa della vendita degli spazi pubblicitari sul Quotidiano della Calabria ne ha presi 152.134 e il salumificio Dodaro – di proprietà degli editori dello stesso giornale – poco meno di 200mila. Circa 530mila euro totali distribuiti in poche centinaia di metri a Castrolibero, comune dell’hinterland cosentino che ospita le tre ditte. Tre quote finiscono pure a un altro gruppo calabrese: quello guidato dall’ex presidente degli industriali della regione (e candidato a governatore nel 2010), Pippo Callipo: la Callipo srl prende 51mila euro, il Callipo group 61.600 e Callipo gelateria 57.852.
Poi, dicevamo, la zuppa “de minimis” destina 41mila euro alla Echopress, spin-off dell’Università della Calabria che fornisce soluzioni avanzate per la progettazione e sviluppo di sistemi a supporto della comunicazione d’impresa e 72.500 euro alla ditta “L’artigianato della ‘nduja”.
E diverse centinaia di migliaia di euro finiscono allo sviluppo digitale nel settore edile: tre associazioni temporanee di imprese fanno la voce grossa nel bando. Le ditte si consorziano per ottenere ricchi finanziamenti. Nel capitolo dell’edilizia c’è anche la “Berna costruzioni srl”, società amministrata da Francesco Berna, fratello di Demetrio, ex assessore al Bilancio del Comune di Reggio Calabria. È la stessa ditta che ha ricevuto 5 milioni di euro nel chiacchierato bando per l’edilizia sociale, finito nel mirino della magistratura di Catanzaro. In questo caso, il contributo è di 84.375 euro e non servirà a realizzare edifici ma a portare nel settore nuove pratiche tecnologiche.
Giacché si parla di informazione, però, sono radio e televisioni locali a fare la voce grossa. Il Gruppo Adn Italia srl, con sede a Lamezia, è il network che associa la “Dmf produzioni radio televisive”, Calabria tv, Calabria News24, Lamezia in Tv, Radio Juke box, Radio Enne Lamezia, Radio Italianissima, Radio Ricordi, Radio News24. Si presenta, sul proprio sito web, come il più grande polo radiofonico calabrese: ha ottenuto dalla Regione 198.562 euro.
Qualcosa in più di Radio Rc international, emittente che trasmette a Reggio Calabria, a Messina e nella Locride e  ha ottenuto 152mila euro. Sul suo sito – realizzato da Progetto 5, l’azienda di Santo Frascati, imprenditore assai vicino al governatore Scopelliti – presenta una breve sezione di notizie musicali unita alla possibilità di ascoltare on line i programmi trasmessi.
Tra le radio e i canali televisivi finanziati c’è pure la “Mondial video studio produzioni televisive”, azienda che edita “Radio Telejonio”, emittente con sede a Chiaravalle Centrale. A questa azienda, il dipartimento Personale – che gestiva questa misura del Por – ha erogato 152mila euro.
C’è anche Rete Kalabria, che trasmette nel Vibonese e ha avuto il via libera per un contributo di 138.933 euro. È il canale televisivo dell’editore Pubbliemme, lo stesso che aveva licenziato – salvo poi reintegrarli dopo una vertenza finita in Prefettura – i suoi giornalisti dopo la loro protesta per ottenere le mensilità mai pagate.
Arriva, invece, a 173.971 euro l’emittente crotonese Rti, di proprietà della Radio Tele International srl, fondata nel 1977 dall’imprenditore crotonese Donato de Pietro. Trasmette su sette canali del digitale terrestre e anche on line sul proprio sito web. Restiamo nel Crotonese: 198.750 euro sono andati a Radio Video Calabria 99, società proprietaria di 8 Video Calabria, una rete nata alla fine degli anni Settanta, che copre l’intero territorio regionale calabrese e anche la provincia di Messina. Nella stagione 2011-2012 ha trasmesso, assieme a una rete di emittenti locali a SkyTg24 e a Cielo, la trasmissione “Servizio Pubblico” di Michele Santoro, prima che passasse su La 7.
E sempre a Crotone c’è Radio Telediogene, canale tv nato nel 1976 (si chiamava Teleradio libera Crotone), che ha avuto un finanziamento di 147.531 euro. Chiude la fila del Crotonese Radio Studio 97, «unica stazione radio – si legga sulla sua pagina Wikipedia – che trasmette nell’intero territorio della provincia», e ha ottenuto 47mila euro. È andata meglio, con 193mila euro, a un’altra emittente radio calabrese: Studio 54 network.
Un contributo più basso, poco più di 31mila euro, è andato invece a Telereggio, web tv che ha raccolto l’eredità di un canale attivo dagli anni Settanta nella città dello Stretto.
Sempre on line è l’agenzia letteraria “Bottega editoriale”, un service per editoria, comunicazione e giornalistmo, nata nel 2008 a Rende con l’obiettivo di «promuvere autori, esordienti e affermati, anche presso numerose e qualificate case editrici nazionali». La società, diretta da Fulvio Mazza, ha ottenuto un finanziamento di 45mila euro. Per tornare all’editoria cartacea, Rubbettino editore porta a casa 63.626 euro. Invece la Grafiche romano srl, azienda del presidente regionale di Confindustria giovani, Mario Romano, ha ottenuto 155.940 euro. È «specializzata nel settore della stampa di alta qualità e dell’editoria di pregio». Non è un’azienda editoriale in senso stretto. Ma con le rotative, di questi tempi, è meglio non scherzare. (0020)
Link: http://www.corrieredellacalabria.it/stories/politica/22897_la_zuppa_dei_fondi_europei/
Il servizio è stato pubblicato sul numero 143 del Corriere della Calabria
p. p. p.